giovedì 5 dicembre 2013

Chi pecora si fa, il lupo se lo mangia


Spicca il +3% di Hewlett-Packard che ha annunciato un taglio alla forza lavoro di 27 mila unità…
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In un Mondo che gira al contrario, ma secondo una propria “logica”, ci si trova a vivere situazioni piuttosto "imbarazzanti", a cui non si smette mai di abituarsi, come il caso di un lavoratore della Hewlett Packard, che detiene 1000$ di azioni della società per la quale lavora e che, dunque:
ieri ha saputo, con buona percentuale di realizzo, di perdere il posto di lavoro in un imminente futuro
ieri ha guadagnato 30$ a causa della medesima notizia.
Ora, sapere che c’è qualcuno che festeggia, per una simile notizia, e che questo qualcuno non è solo il management della Hp, ma è rappresentato da:
gruppi di "lupi" che fanno speculazione, come se giocassero al Monopoli
individui isolati che “investono” in azioni, pensando ingenuamente al proprio oggi, domani, dopodomani, individui che investono in fondi comuni “asettici”, senza sapere “cosa, dove, come”... hanno puntato alla "roulette".

Non mette di certo di buon umore, un simile constesto, soprattutto quando “tocca all’individuo” fare la parte dell'agnello sacrificale. Differentemente da quando, invece, l’individuo ricopre un altro ruolo; in quel caso allora il proprio “interesse” copre tutto e tutti. Ricoprire la parte “sacrificale”, dunque, serve a maturare quell’esperienza – necessaria, a questo punto – d’immedesimazione con il "prossimo/distante", ossia, con quella parte d'umanità che soffre realmente lontano dalla realtà pre confezionata ad hoc, dalla propria realtà prospettica individuale (nel "fisico"), che altrimenti permette di assistere alle "cronache del Mondo", guardandole distrattamente neltelevisore, molto spesso, mentre "si mangia”:

il nutrirsi di cibo e di informazione polarizzata, “nutre qualcosa che necessita di un simile mix energetico”, qualcosa che parla attraverso la programmazione della mente e degli organi preposti alla trasformazione del “cibo, in cibo d’altro tipo”.
Ciò che si mangia è "l’insieme", proprio come se il prodotto acquistato non fosse solo il cibo fisico, ma… quel cibo fisico del supermercato con l’aggiunta del “sale e pepe” (additivo) informazionale, desunto dall’ambiente e, nella circostanza, dal prodotto dei media tradizionali e "nuovamente tradizionali" (Rete)…
Quando si acquista qualcosa, si va oltre al concetto derivante dal connubio "confezione + prodotto + prezzo", nel senso che… il nesso funzionale del prodotto, non termina con quello che si vede:
c’è dell’altro. Peculiarità nascoste, come l’intenzione del produttore (che non è solo il "guadagno in denaro", quando il produttore è ispirato dalla fazione centrale del Nucleo Primo)…
Allo stesso modo, quando si decide di investire del denaro, si raggiungono gli uffici preposti e ci si affida mediamente alla “sapienza” dell’interlocutore, autorizzato dalla tal azienda.

I prospetti informativi o le spiegazioni del caso, seguono un filone “a norma di legge” che viene santificato dalla firma dell’individuo su una serie di fogli, molto spesso “in bianco”.

La "normativa" tutela il potere forte, che paga la campagna elettorale dei Partiti, in cambio di un riconoscimento "equo", una volta instaurati al Governo. Se una lobby, che è costituita dalle aziende di un determinato settore, paga entrambe le fazioni politiche… che cosa accade?

Le piace vincere facile…
Abbiamo visto anche nell’articolo di ieri, come in realtà “non ci sia concorrenza” tra aziende che si sono spartite il Mercato.


Si tratta di posizioni dominanti (ad immagine e somiglianza del Nucleo Primo. Il suo riflesso frattale nel Mondo 3d), preventivamente auto spezzettatesi, in maniera strategica e funzionale per il loro interesse.
La superficie della Massa risente del "peso" che preme, schiacciando; questo effetto crea l'opinione pubblica...

Tutto ciò che sembra invece derivare, dal punto prospettico della Massa, dall’opera delle varie Autority, che esistono proprio per generare questa impressione di “democrazia, giustizia, libertà ed evoluzione civile”, che investe l’opinione pubblica (che non esiste nemmeno).
Ci sono “correnti a mulinello” che seducono ed attraggono nel loro centro, tutto ciò che non è dotato di forza sufficiente per “resistere”; la resistenza, nel caso della Presenza Centrale e Sovrana, è una “non resistenza”, non tanto perché non ha forza quanto perché “non serve”; cioè, dal punto in cui “è”, un individuo caratterizzato da un simile livello di Stato… il “vortice” non riesce nemmeno a “tentare”, non esiste, come se fosse collocato diversamente rispetto al centro dell’individuo:
come se non esiste = esiste da un’altra “parte”, auto esiste in un’altra dimensione di frequenza.
Esiste e non esiste, come abbiamo imparato a comprendere a proposito di “vero e falso”, contemplano sempre una forma di “esistenza”. Non è mai in dubbio l’esistenza di un qualsiasi “mo(t)to creativo”;importa se il tal “vettore” entra in sintonia con la nostra Presenza:
a quel punto lo “registreremo”, diverrà reale per colui che è nella stessa banda di vibrazione/oscillazione.

Ciò che non esiste, esiste, ma non per colui che funziona ad un livello altro della frequenza.
Il potere centrale del Nucleo Primo ha trovato il modo di agganciare la Massa intera, al proprio programma d’intrattenimento (Rete di frequenza); come funziona? Esattamente come si può rendere interessante un qualsiasi prodotto della “moderna” industria.
Perché tutto quello che "piace" ha sempre delle controindicazioni?Perchè "piace" il gusto per il proibito?
Perché l’attrattiva del “tal prodotto” è, anzitempo, inserita nel complesso dell’individuo (marketing, pubblicità, sondaggio, moda, tendenza, etc.), per cui è l’individuo stesso che “non può resistere”, non appena sul Mercato appare l’oggetto del “proprio” desiderio (che sia lecito o meno)...

Con chi si ha che fare? Con dei Maghi? No; piuttosto con degli abili conoscitori della sfera umana. Potremmo affermare che “ci conoscono molto meglio rispetto a come noi conosciamo noi stessi”…
Siamo, per così dire: prevedibili, nell’attuale “forma complessiva reale” interpretata (pilotabili).
Come una Ferrari che funziona al livello di una utilitaria.
Tutto ce lo fa capire:
dalla quota di cervello utilizzata consciamente
alla percentuale di Dna definita come “spazzatura” dalla scienza deviata
da quello che supponiamo conoscere
a quello che persino la storia deviata ha dimostrato come perlomeno in “difetto”, registrando il corso del Tempo in modalità “evolutiva”…
Il ruolo dello sciamano:
lo sciamano costituisce il legame tra la natura selvaggia, da cui trae la sua energia singolare, e la collettività umana per la quale officia.
Al livello più alto, egli diventa un uomo-uccello-tuono, il buffone sacro, il cui comportamento ribaltato dimostra che il contatto con il trascendente comporta regole non lineari, non razionali.
La follia sacra di cui è investito gli permette di stabilire il contatto con le forze dello spirito, dell’anima e della luce al suo livello più alto. Lo sciamano libera la collettività dai suoi squilibri e dalle sue nevrosi…
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Una simile forma di "liberazione" è indiretta; ad esempio, la presenza degli "sciamani del Nucleo Primo", incatena la collettività ai propri squilibri ed alle proprie nevrosi (realtà negata)... è l'individuo che deve assumere le proprie conformazioni da sciamano, per auto liberarsi; non la collettività - che è solo un "riflesso", una media sommatoria dei cammini individuali, nonchè una forma di Vita parallela e derivata...
L’Analogia Frattale è una forma di neo sciamanesimo, perchè permette di osservare la "firma agente nelle 3d", a prescindere dalla sua interpretazione duale, frutto del momento.
È come estrapolarsi dallo strumento, per divenire “colui che utilizza lo strumento” (corpo/mente), piuttosto di continuare ad essere “colui che è lo strumento” e per dare luogo al sodalizio più alto:
di “colui che è allo stesso Tempo… utilizzatore e strumento, senza attrito con la funzione né dell’una né dell’altra parte”.
Una sorta di albero verticale, trasversale, ubiquo, che unisce la dispersione dandole un senso proprio, personalizzando la “polvere, l’aria, l’energia, gli atomi, etc.” e disponendo il tutto come una tavola imbandita sulla quale tranquillamente intrattenersi per il Tempo Centrale necessario per "esperienziare" (non di più)...
La prospettiva superiore (utilizzatore) dispone quella inferiore (strumento).
È una “unione d’intenti”, caratterizzata (polarizzata) da un Nucleo Centrale di Presenza Sovrana, verso una “periferia” che si snoda secondo polarizzazione (pendolo):
utilizzatore
strumento
Ciò che si “genera/forma”, ogni volta che si ci sofferma ad “osservare/credere/cedere attenzione” (eggregora, forma pensiero, etc.), è la prova che l’individuo è un Creatore.
È come soffiare per formare delle bolle di sapone; solo che, usualmente, queste “bolle”, nel Tempo, prendono il sopravvento sul proprio creatore, così come la mente, in questa configurazione della consapevolezza individuale, diventa la padrona del padrone.

Dunque:
creare una eggregora e poi utilizzarla… ecco il nuovo orizzonte.

Che cos’è la Merkaba, se non un qualcosa che si crea/evoca/genera, al fine di pilotarla per spostarsi nello Spazio/Tempo?
Che cos’è un veicolo 3d, come un auto o una moto? Pensaci bene. Le analogie non sono mai casuali.

Un mezzo lo si costruisce per pilotarlo. L’esempio dei droni non sfugge a questa prospettiva, in quanto si tratta sempre di un comando, seppure a distanza:
il pilota non è nel mezzo (metafora reale).
Basta, dunque, dipendere/temere di generare “cose” che sfuggono; seppure la Massa non creda o ignori l’esistenza di ciò che genera… ciò che genera esiste eccome:
occorre allora assumere un’altra valenza (Presenza) rispetto al consueto
occorre "coraggio" (attivazione), derivante da se stessi, dal proprio Nucleo Centrale.
Al di fuori della realtà percepita, esiste tutto ciò che non è percepito attualmente (allontanato da una antica forma di timore e di paura).
"Chi/cosa" ci difende, mantenendo al di fuori di noi tutto ciò che è pauroso, lo fa con un duplice scopo, una evidenza e una forma di credo, il cui fine più alto è indiretto, il cui fine più basso è diretto, il cui fine più evidente è la nostra amministrazione mascherata/abbellita d’altro, come ad esempio… la presunta libertà di cui gode l’individuo moderno, attraverso la legge, l’evoluzione, la tecnologia, etc.
A cascata e, allo stesso Tempo, ma sempre gerarchicamente.

Che cosa esiste al di là della punta dell’iceberg (3d)? L'al di là è "qua"... le "sue porte sono qua", in quanto Natura sovrapposta, per tramite di altre frequenze...

Esercizio di NaturoFenologia.

Trovate un luogo naturale che vi ispira.
Scegliete un elemento naturale al quale volete collegarvi (un albero, un fiore, una nube, una roccia...).
Formate un fosfene fissando il sole attraverso un pezzo di stoffa. Le fissazioni del sole non devono superare i due secondi.
Visualizzate una corda d'argento che collega il vostro centro Hara all'elemento scelto.
Ciò che all'inizio è uno sforzo di immaginazione, diventerà una sensazione. Sarà bene allora concentrarsi su di essa.Dopo qualche tentativo effettuato nello stesso luogo, con lo stesso elemento, otterrete una forma di collegamento con quell'elemento, che genererà delle esperienze che saranno il frutto di questa unione…
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Segue una interessante visione frattale della realtà amministrata dall’alto, inquadrata nella questione del “software”.

Il Software Libero da cosa ci libera?
Innanzitutto cerchiamo di capire che cos'è il Software o Programma.
Un cuoco per fare una crostata alle mele ha bisogno della ricetta che, oltre a indicargli quali ingredienti utilizzare, lo guida con una sequenza di azioni per preparare il prelibato dolce.

Il “programma” non altro che la ricetta utilizzata dal nostro cuoco.
Il computer però non è in grado di comprendere le azioni che il programmatore scrive nella “ricetta”. Ha bisogno che queste vengano tradotte in un linguaggio a lui comprensibile detto “linguaggio macchina” o “codice binario”.
Quando compriamo un programma commerciale, in realtà acquistiamo solo la licenza di poter utilizzare la “ricetta” in linguaggio macchina. Non abbiamo quindi a disposizione il programma nella versione scritta dal programmatore. Questa tipologia di programmi viene definita come “Software Proprietario”.

Per chi utilizza normalmente il computer questo potrebbe non essere importante, ma una domanda interessante potrebbe essere:

“Chi ci garantisce che il programma acquistato svolge unicamente le funzioni dichiarate?”.

Siamo in un'epoca in cui siamo costantemente connessi a internet e i dati riservati, presenti nei nostri dispositivi (email, numeri di telefono, password, ecc..) possono far gola a persone con intenzioni non molto nobili. Non è quindi possibile controllare che, nel Software Proprietario, non siano contenuti meccanismi che violano la privacy dell'utilizzatore.

Nel Software Libero questo pericolo non esiste.

Qualunque programmatore leggendo la “ricetta” è in grado di individuare la presenza di istruzioni che possano essere dannose chi lo utilizza.

Questa può essere sicuramente una grossa libertà ma non è l'unica. A differenza del Software Proprietario, i programmi liberi possono essere copiati, studiati, modificati, migliorati e ridistribuiti in modo da aiutare il prossimo.

Non esistono inoltre restrizioni di utilizzo, come ad esempio quello di consentire l'impiego solo a fini didattici. Un esempio di Software libero è Mozilla Firefox utilizzato per navigare su Internet.

Normalmente dietro al Software Proprietario abbiamo un'azienda che sostiene il progetto, anche utilizzando la comunicazione pubblicitaria, puramente per un proprio tornaconto economico.
A promuovere un progetto di Software libero, molto spesso troviamo fondazioni, comunità di programmatori e appassionati. Ogni miglioria apportata al programma viene distribuita pubblicamente, in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio.

Talvolta accade che, per sostenere l'investimento economico, le aziende decantino le nuove migliorie inserite nel Software Proprietario, cercando di convincere l'utilizzatore ad acquistare la nuova versione.Spesso queste apparenti migliorie, si rivelano un disagio più che un effettivo beneficio per l'utente. Una tecnica spesso utilizzata anche quella di inserire, nella nuova versione del programma, un nuovo formato per il file prodotto, che è incompatibile con la versione precedente. In questo modo, chi è in possesso del programma con la vecchia versione è in qualche modo obbligato ad acquistare la nuova, vuoi per “stare al passo con i tempi” ma semplicemente per poter lavorare.

Il Software Libero normalmente utilizza “formati aperti” nella creazione ed archiviazione dei dati digitali. La specifica con cui effettuare queste operazioni è pubblica, libera da restrizioni legali e spesso definita da un ente di standardizzazione, che opera in ottica non proprietaria...

Un altro aspetto, da non sottovalutare, è il costo del Software Libero.
LibreOffice ad esempio è programma gratuito, che consente di gestire testi, fogli di calcolo, presentazioni, disegni, formule matematiche, database OpenDocument, ed è disponibile per qualsiasi piattaforma (Windows, Mac, Linux).

Su computer anche non recenti, può essere installato Linux Ubuntu che, oltre a non avere costi, consente di avere una macchina senza problemi di virus, con tutte le applicazioni per uso ufficio, la gestione delle immagini con foto ritocco, la navigazione su internet, la posta elettronica ed altre ancora gratuitamente scaricabili da internet.
Per avere quasi le stesse funzionalità con il software proprietario dovremmo andare incontro a spese che possono aggirarsi dalle centinaia alle migliaia di euro.

Il Software Libero quindi è un'alternativa molto interessante per Pubbliche Amministrazioni, scuole, piccole e medie imprese. In molte regioni italiane sono numerosi i progetti per adottare il cosiddettoFloss (free/libre open source software), cioè una “migrazione” graduale al software libero, con conseguenti notevoli risparmi di denaro pubblico grazie al costo nullo delle licenze software.

Come cantava Giorgio Gaber:
"La libertà non è star sopra un albero, non è neanche il volo di un moscone, la libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione”.
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Libertà è partecipazione. Ciò che la “legge” di fatto non permette. Legge che è stata creata da chi? Da coloro che sono stati eletti dalla Massa?

Questo è il “velo” che copre l’essenza della creazione, che ha preso il sopravvento sul creatore.

Non è la Massa ad avere la proprietà degli "eletti" e nemmeno del loro operato. La Massa consegue. La Massa è un proforma necessario per autorizzare a comando.

La Massa si nutre d’apparenza e non riconosce nulla al di fuori del segno dell’aratro.

Prodi: Mediobanca congelò Italia, bene che patti si stanno sciogliendo.

"Mediobanca ha messo le cose in freezer, ma le cose in freezer non si moltiplicano.Facendo così, per difendere il Paese, il Paese però non si è preparato per il futuro".

Così il due volte premier Romano Prodi, intervenendo alla presentazione di un libro sulla storia diComit, ha rievocato come lui visse la fine degli anni '70 e l'inizio del decennio successivo quando occupava i posti di comando dell'Iri.

Logico quindi che Prodi veda con favore l'attuale tendenza a sciogliere i patti di controlli, i cosiddetti "salotti buoni", di cui Mediobanca era il fulcro:
"È positivo che si vadano sciogliendo - ha spiegato il professore - anche perché l'Italia è sempre cresciuta con l'idea di non poter affrontare le sfide troppo grandi. Invecedobbiamo avere il coraggio di misurarci col mondo, basta con l'ossessione dei recinti che finora ha impedito a molte cose di realizzarsi. Non sono troppo ottimista, sono profondamente convinto di quello che sto dicendo"...

"La spartizione della grande industria italiana deve molto a quel congelamento"...

Le conseguenze di questo congelamento sono tutte nei numeri:

"Avevamo in Italia 9 delle prime 50 aziende europee, oggi ne abbiamo due. Un bel passo avanti" ha aggiunto ironico. "Chi pecora si fa il lupo se lo mangia, dicono in Calabria" ha concluso l'ex presidente della commissione europea.
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È positivo che si vadano sciogliendo - ha spiegato il professore - anche perché l'Italia è sempre cresciuto con l'idea di non poter affrontare le sfide troppo grandi. Invece dobbiamo avere il coraggio di misurarci col mondo,basta con l'ossessione dei recinti che finora ha impedito a molte cose di realizzarsi. Non sono troppo ottimista, sono profondamente convinto di quello che sto dicendo…
Sarà vero cambiamento quando il cambiamento avverrà a livello individuale, quando nessuno potrà forzarlo o pilotarlo, quando ciò avverrà secondo la propria “stagione”.

Il cambiamento autentico è una trasformazione che modifica l’ambiente.
Per cui, vista la caratteristica funzionale di auto apprendimento dello scenario 3d, non rimane che “evaporare”, ossia, trasferirsi su un altro piano dell’esistenza, basato su altra frequenza di funzionamento…
Il “congelamento” è necessario, se non è stagione di raccolto.

Sotto la neve, pane…

Riparto da me stesso.

Dipende da me.

Davide Nebuloni SacroProfanoSacro 2013

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